giovedì, Aprile 3, 2025
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La pornostar Malena si ritira dal porno dopo aver girato 39 pellicole. “MI sono data al porno per ribellione” dice. Le pornoattrici, le Onlyfanser ed I modelli da non seguire…

“MI sono data al porno per ribellione” dice oggi Malena, la piu famosa pornostar dell’epoca moderna. Ha deciso di ritirarsi dal mondo del cinema porno nel quale ha girato 39 pellicole, pagata 1.000 euro a scena, come ha confessato solo poco tempo fa.

Ad indurla ai set per adulti, la frequentazione con un uomo impegnato, che ha scelto un’altra al suo posto.

Nel frattempo sono arrivate le piattaforme social per adulti, come Onlyfans, molto più redditizie e con il minimo sforzo, nelle quali giovani e meno giovani disinibiti/e vendono il proprio corpo, mercificandolo esattamente come le prostitute per strada.

Anzi, forse peggio. Perché le prostitute sono spesso costrette a prostituirsi. Chi si da’ al porno come Malena o si vende su internet, lo fa in modo libero e consapevole. Per esibizionismo, soldi, piacere. Fatti loro.

Ma non propinateci la farsa che lo fate per ribellione, per portare avanti modelli di libertà femminile, I diritti delle donne al sesso libero, alla nudita’. Spacciandovi come esempi per le giovani generazioni che sono pronte ad emularvi per I vostri facili guadagni che ostentate tra borse di lusso ed hotel a cinque stelle, viaggi intorno al mondo ed una vita trascorsa senza lavorare come tutti noi comuni mortali, magari per quei 1.300 euro al mese che disprezzate, dietro ai quali c’è fatica, orgoglio, dignita’, sacrificio.

Volete darvi al porno? Volete stare su Onlyfans? Fatti vostri. Ma non ergetevi a modelli di ribellione o libertà, ad esempi per le altre donne o uomini. Non lo siete e mi auguro non lo sarete mai neanche in futuro.

Ci sono donne che in passato hanno realmente lottato per I nostri ed I loro diritti: dalle suffraggette alle partigiane, da quelle che sono scese in piazza a lottare per avere il pane, il divorzio, il diritto all’aborto.

Sino a quelle che oggi lottano per essere libere di studiare, di sposare chi vogliono, di non essere obbligate ad indossare un velo. Ad essere spose bambine.A dover essere infibulate.

No, non deve passare il messaggio che la ribellione di una donna o di un uomo, passino attraverso il porno o I soldi facili fatti attraverso I social in qualunque modo.

Sta a tutti noi avere la coscienza di evitare che questo accada, lasciando alle nuove generazioni il sano, vecchio insegnamento che per ottenere qualcosa occorra lo studio, il lavoro, la formazione.

Ma soprattutto, che non bisogna mai perdere la propria dignita’, che una volta che la perdi, non te la restituisce nessuno.

Maria Vittoria Dettoto

Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto, 48 anni, ozierese, editore e direttore responsabile. Madre di Antonio ed Andrea, Dottoressa in Scienze Politiche, giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Sardegna. Nel campo del giornalismo vanta anni di esperienza pregressa nella carta stampata, in radio, nei blog. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche online. Web manager, content creator, esperta di social e network marketing e di gestione delle risorse umane, ha lavorato per due multinazionali mondiali, gestendo i suo gruppi di lavoro a livello regionale e nazionale. Da sempre attiva nella cultura e nel sociale, innamorata della Sardegna, ha da sempre contribuito alla valorizzazione dell'isola, della sua cultura e delle sue tradizioni.
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