Simona Campus, la madre di Marco Mameli, l’operaio 22enne di Ilbono ucciso a coltellate durante la serata di carnevale del primo marzo a Barisardo, scrive un messaggio pubblico rivolgendosi a suo figlio:
“Ciao Marcolino,
Vedi? C’è una marea di gente che ti vuole bene e che formula per me frasi che non riesco ad esprimere.
Io so solo che provo un dolore immenso e tanta rabbia e questo << eri >> proprio non mi va giù perchè tu dovevi << essere >> per l’anima buona che avevi.
Se tutti fossero stati come te questa tragedia non sarebbe mai accaduta.
Eravamo tanto fieri di te, ti stavamo insegnando a volare e tu ci stavi riuscendo benissimo, ma non dovevi volare così alto non così lontano da noi da non poterti più vedere, sentire, abbracciare, stringere.
Dicono che ora sei un angelo ma è su questa terra che c’è bisogno degli angeli e non ce li possono strappare via con questa brutalità che non riesco a perdonare.
Dacci la forza di sopravvivere alla tua assenza, noi non smetteremo mai di amarti e di cercare giustizia per te che sei andato via con la voglia di restare…
Ti amiamo, per sempre”.
Ad oggi, nonostante la stessa signora Campus abbia chiesto a chi sa cosa sia successo quella notte di parlare con gli inquirenti o all’assassino di costituirsi, il nome di chi ha tolto la vita a suo figlio Marco è rimasto sconosciuto.
Nessuna madre dovrebbe vedere il proprio figlio morire.
Maria Vittoria Dettoto