Karol Wojtyla nato a Wadowice in Polonia il 18 maggio 1920, fu eletto Papa il 16 ottobre 1978. Celebre la sua frase nel giorno dell’insediamento dal balcone di Piazza San Pietro a Roma, quando disse rivolgendosi agli italiani “Se sbaglio mi corrigerete”.

Nel 1985 il Papa buono venne in Sardegna per tre giorni e scese a meno 200 metri con i minatori di Iglesias a Monteponi. Andò a Decimomannu, a Nuoro, ad Oristano. A Sassari dove il 19 ottobre 1985 incontrò il mondo della cultura sassarese.

Riscese poi verso Cagliari, dove il giorno seguente incontrò gli ammalati dell’ospedale Brotzu di Cagliari e celebrò la Santa Messa nella chiesa della Madonna di Bonaria, davanti a migliaia di fedeli accorsi a rendergli omaggio, come peraltro in ogni luogo della Sardegna che visitò in quei giorni.
Non mancò di incontrare i giovani sardi. Verso i giovani e verso i bambini, Wojtyla aveva una predilezione e come Gesù Cristo, li chiamava a sé in ogni parte del mondo.
Dopo anni di sofferenze dovute alla sua malattia ed al progredire dell’età, morì a Roma. Ai suoi funerali, il 2 aprile 2005, in tanti gridarono “Santo Subito” e così fu.
Il 27 aprile 2014, venne proclamato Santo. Il miracolo che lo ha santificato riguarda la guarigione nel 2011 di una donna in Costa Rica colpita da lesione cerebrale, guarita dopo aver pregato Papa Giovanni Paolo II che era già stato santificato. Il 22 ottobre è il giorno dell’anno nel quale per consuetudine lo si festeggia.
La tomba di Giovanni Paolo II si trova nel Basilica di San Pietro della Città del Vaticano a Roma.
Foto: la visita di Papa Wojtyla in Sardegna nel 1985, tra i minatori a Monteponi e a Cagliari.
Maria Vittoria Dettoto